Beato Teresio Olivelli

Beato Teresio Olivelli

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Un'esistenza di soli ventinove anni, finita in un lager. Nasce il 7 gennaio 1916 a Bellagio (CO), ma presto la famiglia ritorna nei luoghi di origine. Si inserisce nella sua parrocchia di Mortara e frequenta l'Azione Cattolica. Dopo il liceo a Vigevano, si iscrive a giurisprudenza, all'università di Pavia. Allo studio e allo sport, unisce l'attenzione ai poveri. Lotta all'interno del fascismo, per renderlo più cristiano. All'entrata in guerra dell'Italia, non sopporta che a combattere debbano andare solo i ragazzi delle classi sociali più umili. Vuole condividere la sorte dei più esposti, che sono destinati alla folle campagna di Russia, e ci va come sottotenente della Divisione Tridentina: fa pregare, incoraggia, conforta i più deboli e impauriti. Porta Cristo in quelle trincee di morte e disperazione. Nella tragica ritirata, mentre tutti fuggono, egli soccorre i feriti che implorano aiuto.

Rientrato in Italia, non si arrende ai nazisti ed è avviato ai campi di prigionia. Fuggito, entra nella resistenza cattolica: non assume un ruolo militare, ma formativo e di diffusione del valore morale della rivolta ed opera tra Brescia, Milano e Cremona. Si schiera per motivi morali e spirituali, non politici. Non partecipa ad azioni violente, ma lotta con le idee e con gesti di solidarietà: le sue armi sono l'amore del prossimo e il sacrificio di sé. Fonda il giornale Il Ribelle, scrive la preghiera Signore facci liberi, nota come "preghiera del ribelle per amore". È perseguitato dai nazisti, perché si ribella all'odio e diffonde i valori dell'umanesimo cristiano: misericordia, perdono, libertà, giustizia. Nei lager di Fossoli, Bolzano, Flossenbilrg ed Hersbruck diventa testimone della fede e della carità. Mentre molti abbruttiscono nell'orrore del campo, egli indossa un'altra volta le sue armi: Vangelo, preghiera, amore. Si prodiga eroicamente per i malati e i più deboli, donando anche la sua scarsa razione di cibo. I nazisti lo odiano e lo picchiano continuamente, perché con un sorriso, una parola, un gesto d'amore indebolisce la loro sistematica azione di annientamento fisico e morale dei prigionieri. Le botte non lo fermano, anzi aumentano in lui il desiderio di aiutare il prossimo. Muore sotto le percosse dei carcerieri il 17 gennaio 1945.

Il 14 dicembre 2015, è stato autorizzato il decreto con cui veniva dichiarato Venerabile. A seguito della presentazione di ulteriori prove per accertare la sua morte in odio alla fede, il 16 giugno 2017 papa Francesco ha dato il proprio assenso alla promulgazione del decreto con cui Teresio Olivelli poteva essere dichiarato martire.

Teresio Olivelli è stato proclamato Beato il 3 Febbraio 2018, presso il palasport di Vigevano gremito di fedeli la celebrazione è stata presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei santi, e concelebrata da una pluralità di vescovi e presbiteri; tra i vescovi quali quelli di Milano monsignor Mario Delpini, di Como monsignor Oscar Cantoni, di Vigevano monsignor Maurizio Gervasoni, di Bamberg monsignor Ludwih Schick.

Il video del rito di beatificazione di Teresio Olivelli.

 

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