Bollettino Sala Stampa della Santa Sede

  1. Alle ore 10 di oggi, Domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore, il Santo Padre Francesco ha presieduto, sul sagrato della Basilica Vaticana, la solenne celebrazione della Messa del giorno.

    Alla Celebrazione, che è iniziata con il rito del “Resurrexit”, hanno preso parte fedeli romani e pellegrini provenienti da ogni parte del mondo in occasione delle feste pasquali.

    [00671-IT.01]

    [B0331-XX.01]

  2. Messaggio del Santo Padre

    Augurio Pasquale

     

    Alle ore 12, dalla loggia centrale della Basilica Vaticana, il Santo Padre Francesco ha rivolto ai presenti in Piazza San Pietro ed a quanti lo ascoltavano attraverso la radio e la televisione il Messaggio che riportiamo di seguito:

    Messaggio del Santo Padre

    Testo in lingua italiana

    Traduzione in lingua francese

    Traduzione in lingua inglese

    Traduzione in lingua tedesca

    Traduzione in lingua spagnola

    Traduzione in lingua portoghese

    Traduzione in lingua polacca

     

    Testo in lingua italiana

    Cari fratelli e sorelle, buona Pasqua!

    Oggi la Chiesa rinnova l’annuncio dei primi discepoli: “Gesù è risorto!”. E di bocca in bocca, da cuore a cuore riecheggia l’invito alla lode: “Alleluia!... Alleluia!”. In questo mattino di Pasqua, giovinezza perenne della Chiesa e dell’intera umanità, vorrei far giungere ad ognuno di voi le parole iniziali della recente Esortazione apostolica dedicata in particolare ai giovani:

    «Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun giovane [e a ciascun] cristiano sono: Lui vive e ti vuole vivo! Lui è in te, Lui è con te e non se ne va mai. Per quanto tu ti possa allontanare, accanto a te c’è il Risorto, che ti chiama e ti aspetta per ricominciare. Quando ti senti vecchio per la tristezza, i rancori, le paure, i dubbi o i fallimenti, Lui sarà lì per ridarti la forza e la speranza» ( Christus vivit , 1-2).

    Cari fratelli e sorelle, questo messaggio è rivolto nello stesso tempo ad ogni persona e al mondo. La Risurrezione di Cristo è principio di vita nuova per ogni uomo e ogni donna, perché il vero rinnovamento parte sempre dal cuore, dalla coscienza. Ma la Pasqua è anche l’inizio del mondo nuovo, liberato dalla schiavitù del peccato e della morte: il mondo finalmente aperto al Regno di Dio, Regno di amore, di pace e di fraternità.

    Cristo vive e rimane con noi. Egli mostra la luce del suo volto di Risorto e non abbandona quanti sono nella prova, nel dolore e nel lutto. Egli, il Vivente, sia speranza per l’amato popolo siriano, vittima di un perdurante conflitto che rischia di trovarci sempre più rassegnati e perfino indifferenti. È invece il momento di rinnovare l’impegno per una soluzione politica che risponda alle giuste aspirazioni di libertà, pace e giustizia, affronti la crisi umanitaria e favorisca il rientro sicuro degli sfollati, nonché di quanti si sono rifugiati nei Paesi limitrofi, specialmente in Libano e in Giordania.

    La Pasqua ci porta a tenere lo sguardo sul Medio Oriente, lacerato da continue divisioni e tensioni. I cristiani nella regione non manchino di testimoniare con paziente perseveranza il Signore risorto e la vittoria della vita sulla morte. Un particolare pensiero rivolgo alla popolazione dello Yemen, specialmente ai bambini, stremati dalla fame e dalla guerra. La luce pasquale illumini tutti i governanti e i popoli del Medio Oriente, a cominciare da Israeliani e Palestinesi, e li sproni ad alleviare tante sofferenze e a perseguire un futuro di pace e di stabilità.

    Le armi cessino di insanguinare la Libia, dove persone inermi hanno ripreso a morire in queste ultime settimane e molte famiglie sono costrette a lasciare le proprie case. Esorto le parti interessate a scegliere il dialogo piuttosto che la sopraffazione, evitando che si riaprano le ferite di un decennio di conflitti ed instabilità politica.

    Il Cristo Vivente doni la sua pace a tutto l’amato continente africano, ancora disseminato di tensioni sociali, conflitti e talvolta da violenti estremismi che lasciano insicurezza, distruzione e morte, specialmente in Burkina Faso, Mali, Niger, Nigeria e Camerun. Il mio pensiero va pure al Sudan, che sta attraversando un momento di incertezza politica e dove auspico che tutte le istanze possano trovare voce e ciascuno adoperarsi per consentire al Paese di trovare la libertà, lo sviluppo e il benessere a cui da lungo tempo aspira.

    Il Signore risorto accompagni gli forzi compiuti dalle Autorità civili e religiose del Sud Sudan, sostenute dai frutti del ritiro spirituale tenuto alcuni giorni fa qui in Vaticano. Possa aprirsi una nuova pagina della storia del Paese, nella quale tutte le componenti politiche, sociali e religiose s’impegnino attivamente per il bene comune e la riconciliazione della Nazione.

    In questa Pasqua trovi conforto la popolazione delle regioni orientali dell’Ucraina, che continua a soffrire per il conflitto ancora in corso. Il Signore incoraggi le iniziative umanitarie e quelle volte a perseguire una pace duratura.

    La gioia della Risurrezione riempia i cuori di chi nel continente americano subisce le conseguenze di difficili situazioni politiche ed economiche. Penso in particolare al popolo venezuelano: a tanta gente priva delle condizioni minime per condurre una vita degna e sicura, a causa di una crisi che perdura e si approfondisce. Il Signore doni a quanti hanno responsabilità politiche di adoperarsi per porre fine alle ingiustizie sociali, agli abusi e alle violenze e di compiere passi concreti che consentano di sanare le divisioni e offrire alla popolazione gli aiuti di cui necessita.

    Il Signore risorto illumini gli sforzi che si stanno compiendo in Nicaragua per trovare al più presto una soluzione pacifica e negoziata a beneficio di tutti i nicaraguensi.

    Davanti alle tante sofferenze del nostro tempo, il Signore della vita non ci trovi freddi e indifferenti. Faccia di noi dei costruttori di ponti, non di muri. Egli, che ci dona la sua pace, faccia cessare il fragore delle armi, tanto nei contesti di guerra che nelle nostre città, e ispiri i leader delle Nazioni affinché si adoperino per porre fine alla corsa agli armamenti e alla preoccupante diffusione delle armi, specie nei Paesi economicamente più avanzati. Il Risorto, che ha spalancato le porte del sepolcro, apra i nostri cuori alle necessità dei bisognosi, degli indifesi, dei poveri, dei disoccupati, degli emarginati, di chi bussa alla nostra porta in cerca di pane, di un rifugio e del riconoscimento della sua dignità.

    Cari fratelli e sorelle, Cristo vive! Egli è speranza e giovinezza per ognuno di noi e per il mondo intero. Lasciamoci rinnovare da Lui! Buona Pasqua!

    [00672-IT.01] [Testo originale: Italiano]

    Traduzione in lingua francese

    Chers frères et sœurs, bonne fête de Pâques!

    Aujourd’hui l’Église renouvelle l’annonce des premiers disciples: ‘‘Jésus est ressuscité’’. Et de bouche en bouche, de cœur en cœur, elle rappelle l’invitation à la louange: ‘‘Alléluia… Alléluia’’. Ce matin de Pâques, jeunesse éternelle de l’Église et de l’humanité tout entière, je voudrais adresser à chacun d’entre vous les premières paroles de la récente Exhortation apostolique consacrée en particulier aux jeunes:

    «Il vit, le Christ, notre espérance et il est la plus belle jeunesse de ce monde. Tout ce qu’il touche devient jeune, devient nouveau, se remplit de vie. Les premières paroles que je voudrais adresser à chacun des jeunes chrétiens sont donc : Il vit et il te veut vivant ! Il est en toi, il est avec toi et jamais ne t’abandonne. Tu as beau t’éloigner, le Ressuscité est là, t’appelant et t’attendant pour recommencer. Quand tu te sens vieilli par la tristesse, les rancœurs, les peurs, les doutes ou les échecs, il sera toujours là pour te redonner force et espérance» ( Christus vivit , nn. 1-2).

    Chers frères et sœurs, ce message est adressé en même temps à chaque personne et au monde entier. La Résurrection du Christ est le début d’une vie nouvelle pour chaque homme et chaque femme, parce que le vrai renouvellement part toujours du cœur, de la conscience. Mais Pâques est aussi le début du monde nouveau, libéré de l’esclavage du péché et de la mort: le monde finalement ouvert au Royaume de Dieu, Royaume d’amour, de paix et de fraternité.

    Le Christ vit et reste avec nous. Il montre la lumière de son visage de Ressuscité et n’abandonne pas ceux qui sont dans l’épreuve, dans la souffrance et dans le deuil. Que Lui, le Vivant, soit espérance pour le bien-aimé peuple syrien, victime d’un conflit qui perdure, et qui risque de nous trouver toujours davantage résignés et même indifférents. C’est plutôt le moment de renouveler l’engagement pour une solution politique qui réponde aux justes aspirations de liberté, de paix et de justice, qui affronte la crise humanitaire et favorise le retour en sécurité des personnes déplacées et de celles qui se sont réfugiées dans les pays limitrophes, surtout au Liban et en Jordanie.

    Pâques nous porte à tourner le regard vers le Moyen-Orient, déchiré par des divisions et des tensions continues. Que les chrétiens dans la région, avec une persévérance patiente, témoignent du Seigneur ressuscité et de la victoire de la vie sur la mort. J’ai une pensée particulière pour la population du Yémen, en particulier pour les enfants épuisés par la faim et la guerre. Que la lumière pascale éclaire tous les gouvernants et tous les peuples du Moyen-Orient, à commencer par les Israéliens et les Palestiniens, et les incite à soulager tant de souffrances et à poursuivre un avenir de paix et de stabilité.

    Que les armes cessent d’ensanglanter la Libye où, de nouveau, des personnes sans défense meurent ces dernières semaines et où de nombreuses familles sont contraintes à quitter leurs propres maisons. J’exhorte les parties concernées à choisir le dialogue plutôt que l’oppression, en évitant que s’ouvrent à nouveau les blessures d’une décennie de conflits et d’instabilité politique.

    Que le Christ Vivant donne sa paix à tout le bien-aimé continent africain, encore parsemé de tensions sociales, de conflits et parfois d’extrémismes violents qui provoquent l’insécurité, la destruction et la mort, surtout au Burkina Faso, au Mali, au Niger, au Nigéria et au Cameroun. Ma pensée va également au Soudan, qui traverse un moment d’incertitude politique et où je souhaite que toutes les instances puissent s’exprimer et que chacun s’efforce de permettre au pays de trouver la liberté, le développement et le bien-être auxquels il aspire depuis longtemps.

    Que le Seigneur ressuscité accompagne les efforts accomplis par les Autorités civiles et religieuses du Sud Soudan, soutenues par les fruits de la retraite spirituelle vécue il y a quelques jours ici au Vatican. Puisse s’ouvrir une nouvelle page de l’histoire du pays, dans laquelle toutes les composantes politiques, sociales et religieuses s’engagent activement pour le bien-être commun et la réconciliation de la Nation.

    Lors de cette fête de Pâques que trouve du réconfort la population des régions orientales de l’Ukraine, qui continue de souffrir du conflit encore en cours. Que le Seigneur encourage les initiatives humanitaires et celles visant à atteindre une paix durable.

    Que la joie de la Résurrection remplisse les cœurs de ceux qui, sur le continent américain, subissent les conséquences de situations politiques et économiques difficiles. Je pense en particulier au peuple vénézuélien: à beaucoup de personnes privées des conditions minimales pour mener une vie digne et sûre, à cause d’une crise qui perdure et s’approfondit. Que le Seigneur donne à ceux qui ont des responsabilités politiques d’œuvrer pour mettre fin aux injustices sociales, aux abus ainsi qu’aux violences et de faire des pas concrets permettant de guérir les divisions et d’offrir à la population les aides dont elle a besoin.

    Que le Seigneur ressuscité éclaire les efforts qui se font au Nicaragua en vue de trouver au plus tôt une solution pacifique et négociée au bénéfice de tous les nicaraguayens.

    Face aux nombreuses souffrance de notre temps, que le Seigneur de la vie ne nous trouve pas froids et indifférents. Qu’il fasse de nous des constructeurs de ponts et non pas de murs. Lui, qui nous donne sa paix, qu’il fasse cesser le bruit des armes, aussi bien dans les situations de guerre que dans nos villes, et qu’il inspire les gouvernants des Nations afin qu’ils s’engagent à mettre fin à la course aux armements et à la diffusion préoccupante des armes, surtout dans les pays économiquement plus développés. Que le Ressuscité, qui a ouvert grand les portes du sépulcre, ouvre nos cœurs aux besoins des personnes défavorisées et sans défense, des pauvres, des sans emploi, des personnes marginalisées, de ceux qui frappent à notre porte à la recherche de pain, d’un refuge et de la reconnaissance de leur dignité.

    Chers frères et sœurs, le Christ vit! Il est espérance et jeunesse pour chacun d’entre nous et pour le monde entier. Laissons-nous renouveler par lui! Bonne Pâques!

    [00672-FR.01] [Texte original: Italien]

     

    Traduzione in lingua inglese

    Dear Brothers and Sisters, Happy Easter!

    Today the Church renews the proclamation made by the first disciples: “Jesus is risen!” And from mouth to mouth, from heart to heart, there resounds a call to praise: “Alleluia, Alleluia!” On this morning of Easter, the perennial youth of the Church and of humanity as a whole, I would like to address each of you in the opening words of my recent Apostolic Exhortation devoted especially to young people:

    “Christ is alive! He is our hope, and in a wonderful way he brings youth to our world. Everything he touches becomes young, new, full of life. The very first words, then, that I would like to say to every young Christian are these: Christ is alive and he wants you to be alive! He is in you, he is with you and he never abandons you. However far you may wander, he is always there, the Risen One. He calls you and he waits for you to return to him and start over again. When you feel you are growing old out of sorrow, resentment or fear, doubt or failure, he will always be there to restore your strength and your hope” ( Christus Vivit , 1-2).

    Dear brothers and sisters, this message is also addressed to every person in the world. The resurrection of Christ is the principle of new life for every man and every woman, for true renewal always begins from the heart, from the conscience. Yet Easter is also the beginning of the new world, set free from the slavery of sin and death: the world open at last to the Kingdom of God, a Kingdom of love, peace and fraternity.

    Christ is alive and he remains with us. Risen, he shows us the light of his face, and he does not abandon all those experiencing hardship, pain and sorrow. May he, the Living One, be hope for the beloved Syrian people, victims of an ongoing conflict to which we risk becoming ever more resigned and even indifferent. Now is instead the time for a renewed commitment for a political solution able to respond to people’s legitimate hopes for freedom, peace and justice, confront the humanitarian crisis and favour the secure re-entry of the homeless, along with all those who have taken refuge in neighbouring countries, especially Lebanon and Jordan.

    Easter makes us keep our eyes fixed on the Middle East, torn by continuing divisions and tensions. May the Christians of the region patiently persevere in their witness to the Risen Lord and to the victory of life over death. I think in particular of the people of Yemen, especially the children, exhausted by hunger and war. May the light of Easter illumine all government leaders and peoples in the Middle East, beginning with Israelis and Palestinians, and spur them to alleviate such great suffering and to pursue a future of peace and stability.

    May conflict and bloodshed cease in Libya, where defenceless people are once more dying in recent weeks and many families have been forced to abandon their homes. I urge the parties involved to choose dialogue over force and to avoid reopening wounds left by a decade of conflicts and political instability.

    May the Living Christ grant his peace to the entire beloved African continent, still rife with social tensions, conflicts and at times violent forms of extremism that leave in their wake insecurity, destruction and death, especially in Burkina Faso, Mali, Niger, Nigeria and Cameroon. I think too of Sudan, presently experiencing a moment of political uncertainty; it is my hope that all voices will be heard, and that everyone will work to enable the country to find the freedom, development and well-being to which it has long aspired.

    May the Risen Lord accompany the efforts of the civil and religious authorities of South Sudan, sustained by the fruits of the spiritual retreat held several days ago here in the Vatican. May a new page open in the history of that country, in which all political, social and religious components actively commit themselves to the pursuit of the common good and the reconciliation of the nation.

    May this Easter bring comfort to the people of the eastern regions of Ukraine, who suffer from the continuing conflict. May the Lord encourage initiatives of humanitarian aid and those aimed at pursuing a lasting peace.

    May the joy of the resurrection fill the hearts of those who on the American continent are experiencing the effects of difficult political and economic situations. I think in particular of the Venezuelan people, of all those who lack the minimal conditions for leading a dignified and secure life due to a crisis that endures and worsens. May the Lord grant that all those with political responsibilities may work to end social injustices, abuses and acts of violence, and take the concrete steps needed to heal divisions and offer the population the help they need.

    May the Risen Lord shed his light on the efforts made in Nicaragua to find as rapidly as possible a peaceful negotiated solution for the benefit of the entire Nicaraguan people.

    Before the many sufferings of our time, may the Lord of life not find us cold and indifferent. May he make us builders of bridges, not walls. May the One who gives us his peace end the roar of arms, both in areas of conflict and in our cities, and inspire the leaders of nations to work for an end to the arms race and the troubling spread of weaponry, especially in the economically more advanced countries. May the Risen Christ, who flung open the doors of the tomb, open our hearts to the needs of the disadvantaged, the vulnerable, the poor, the unemployed, the marginalized, and all those who knock at our door in search of bread, refuge, and the recognition of their dignity.

    Dear brothers and sisters, Christ is alive! He is hope and youth for each of us and for the entire world. May we let ourselves be renewed by him! Happy Easter!

    [00672-EN.01] [Original text: Italian]

     

    Traduzione in lingua tedesca

    Liebe Brüder und Schwestern, frohe Ostern!

    Heute erneuert die Kirche die Verkündigung der ersten Jünger: „Jesus ist auferstanden!“. Und von Mund zu Mund, von Herz zu Herz hallt die Einladung zum Lobpreis wider: „Halleluja! … Halleluja!“. An diesem Ostermorgen, der die immerwährende Jugend der Kirche und der gesamten Menschheit darstellt, möchte ich jedem von euch die Anfangsworte des kürzlich erschienenen, den jungen Menschen gewidmeten Apostolischen Schreibens zurufen:

    »Christus lebt . Er ist unsere Hoffnung und er ist die schönste Jugend dieser Welt. Alles, was er berührt, verjüngt sich, wird neu, füllt sich mit Leben. Die ersten Worte, die ich also an jeden Einzelnen von euch jungen [und an jeden] Christen richten möchte, lauten: Er lebt und er will, dass du lebendig bist! Er ist in dir, er ist bei dir und verlässt dich nie. So sehr du dich auch entfernen magst, der Auferstandene ist an deiner Seite; er ruft dich und wartet auf dich, um neu zu beginnen. Wenn du dich aus Traurigkeit oder Groll, Furcht, Zweifel oder Versagen alt fühlst, wird er da sein, um dir Kraft und Hoffnung zurückzugeben“ ( Christus vivit , 1-2).

    Liebe Brüder und Schwestern, diese Botschaft richtet sich an jeden Menschen und an die Welt zugleich. Die Auferstehung Christi ist das Prinzip neuen Lebens für jeden Mann und jede Frau, weil die wahre Erneuerung immer vom Herzen, vom Gewissen ausgeht. Aber Ostern ist auch der Anfang der neuen Welt, die von der Sklaverei der Sünde und des Todes befreit wurde: die Welt, die endlich offen ist für das Reich Gottes, das Reich der Liebe, des Friedens und der Brüderlichkeit.

    Christus lebt und bleibt bei uns. Er zeigt das Licht seines Antlitzes als Auferstandener und lässt diejenigen nicht im Stich, die sich in Situationen der Prüfung, des Schmerzes und der Trauer befinden. Er, der Lebendige, eröffne dem geliebten syrischen Volk Hoffnung, das Opfer eines fortdauernden Konfliktes ist. Dieser Konflikt läuft Gefahr, von uns immer mehr als selbstverständlich hingenommen zu werden und uns sogar gleichgültig zu machen. Es ist aber der Augenblick gekommen, den Einsatz für eine politische Lösung zu erneuern, die den richtigen Bestrebungen nach Freiheit, Frieden und Gerechtigkeit entspricht. Eine solche Initiative stelle sich der humanitären Krise und fördere die sichere Rückkehr der Evakuierten wie auch derer, die in die benachbarten Länder, insbesondere in den Libanon und nach Jordanien, geflohen sind.

    Ostern führt uns dazu, den Blick auf den Nahen Osten zu richten, der von ständigen Spaltungen und Spannungen geplagt wird. Die Christen in der Region mögen sich nicht zurückhalten, mit geduldiger Beharrlichkeit den auferstandenen Herrn und den Sieg des Lebens über den Tod zu bezeugen. Einen besonderen Gedanken widme ich der Bevölkerung des Jemen, insbesondere den von Hunger und Krieg zermürbten Kindern. Das österliche Licht erleuchte alle Regierenden und Völker des Nahen Ostens, angefangen von den Israelis und den Palästinensern; es sporne sie an, die vielen Leiden zu lindern und nach einer Zukunft in Frieden und Stabilität zu streben.

    Die Waffen mögen aufhören, in Libyen Blut zu vergießen, wo in den letzten Wochen wieder wehrlose Menschen umgekommen sind und viele Familien gezwungen waren, ihre Häuser zu verlassen. Ich rufe die beteiligten Parteien auf, den Dialog der Gewaltanwendung vorzuziehen und zu vermeiden, dass die Wunden eines Jahrzehnts von Konflikten und politischer Instabilität wieder geöffnet werden.

    Der lebendige Christus schenke seinen Frieden dem ganzen geliebten afrikanischen Kontinent, der immer noch von gesellschaftlichen Spannungen, Konflikten und zuweilen von gewalttätigen Extremismen erfüllt ist, die Unsicherheit, Vernichtung und Tod zurücklassen, besonders in Burkina Faso, Mali, Niger, Nigeria und Kamerun. Meine Gedanken gehen auch zum Sudan, der einen Augenblick politischer Ungewissheit durchschreitet: Ich hoffe, dass dort alle Instanzen Gehör finden können und sich jeder dafür einsetzt, dem Land zu ermöglichen, zur Freiheit, zur Entwicklung und zum Wohlstand zu finden, nach denen es seit langem strebt.

    Der auferstandene Herr begleite die von den zivilen und religiösen Verantwortungsträgern des Südsudan erbrachten Bemühungen, die durch die Früchte der vor einigen Tagen hier im Vatikan abgehaltenen geistlichen Einkehrtage gestärkt wurden. Möge eine neue Seite der Geschichte des Landes aufgeschlagen werden, in der sich alle politischen, gesellschaftlichen und religiösen Kräfte aktiv für das Gemeinwohl und die Versöhnung der Nation einbringen.

    An diesem Osterfest möge die Bevölkerung der östlichen Regionen der Ukraine Trost finden, die aufgrund des noch bestehenden Konflikts weiter leidet. Der Herr ermutige die humanitären und auf einen dauerhaften Frieden angelegten Initiativen.

    Die Freude der Auferstehung erfülle die Herzen derer, die auf dem amerikanischen Kontinent die Folgen schwieriger politischer und wirtschaftlicher Situationen erleiden. Ich denke insbesondere an das venezolanische Volk: an die vielen Menschen, die wegen einer andauernden und sich vertiefenden Krise der Mindestvoraussetzungen für ein würdiges und sicheres Leben beraubt sind. Der Herr verleihe den politischen Verantwortungsträgern die Kraft, den sozialen Ungerechtigkeiten, den Missbräuchen und den Gewalttätigkeiten ein Ende zu setzen sowie konkrete Schritte zu unternehmen, um die Spaltungen heilen und der Bevölkerung die benötigte Unterstützung zu geben.

    Der auferstandene Herr erleuchte die Bemühungen, die in Nicaragua im Gange sind, um so bald wie möglich eine friedliche und ausgehandelte Lösung zugunsten aller Nicaraguaner zu finden.

    Angesichts der vielen Leiden unserer Zeit möge der Herr des Lebens uns nicht kalt und gleichgültig antreffen. Er mache aus uns Erbauer von Brücken, nicht von Mauern. Er, der uns seinen Frieden gibt, möge den Lärm der Waffen im Umfeld der Kriege wie auch in unseren Städten zum Schweigen bringen und er möge die Verantwortlichen der Nationen anregen, sich für die Beendigung des Rüstungswettlaufs und der besorgniserregenden Verbreitung der Waffen einzusetzen, vor allem in den wirtschaftlich fortgeschritteneren Ländern. Der Auferstandene, der die Pforten des Grabes weit aufgerissen hat, möge unsere Herzen für die Bedürfnisse der Notleidenden, der Wehrlosen, der Armen, der Arbeitslosen, der Ausgegrenzten sowie derer öffnen, die auf der Suche nach Brot, nach Zuflucht und nach Anerkennung ihrer Würde sind.

    Liebe Brüder und Schwestern, Christus lebt! Er ist Hoffnung und Jugend für jeden von uns und die gesamte Welt. Lassen wir uns von ihm erneuern! Frohe Ostern!

    [00672-DE.01] [Originalsprache: Italienisch]

    Traduzione in lingua spagnola

    Queridos hermanos y hermanas, ¡feliz Pascua!

    Hoy la Iglesia renueva el anuncio de los primeros discípulos: «Jesús ha resucitado». Y de boca en boca, de corazón a corazón resuena la llamada a la alabanza: «¡Aleluya!... ¡Aleluya!». En esta mañana de Pascua, juventud perenne de la Iglesia y de toda la humanidad, quisiera dirigirme a cada uno de vosotros con las palabras iniciales de la reciente Exhortación apostólica dedicada especialmente a los jóvenes:

    «Vive Cristo, esperanza nuestra, y Él es la más hermosa juventud de este mundo. Todo lo que Él toca se vuelve joven, se hace nuevo, se llena de vida. Entonces, las primeras palabras que quiero dirigir a cada uno de los jóvenes cristianos son: ¡Él vive y te quiere vivo! Él está en ti, Él está contigo y nunca se va. Por más que te alejes, allí está el Resucitado, llamándote y esperándote para volver a empezar. Cuando te sientas avejentado por la tristeza, los rencores, los miedos, las dudas o los fracasos, Él estará allí para devolverte la fuerza y la esperanza» ( Christus vivit , 1-2).

    Queridos hermanos y hermanas, este mensaje se dirige al mismo tiempo a cada persona y al mundo. La resurrección de Cristo es el comienzo de una nueva vida para todos los hombres y mujeres, porque la verdadera renovación comienza siempre desde el corazón, desde la conciencia. Pero la Pascua es también el comienzo de un mundo nuevo, liberado de la esclavitud del pecado y de la muerte: el mundo al fin se abrió al Reino de Dios, Reino de amor, de paz y de fraternidad.

    Cristo vive y se queda con nosotros. Muestra la luz de su rostro de Resucitado y no abandona a los que se encuentran en el momento de la prueba, en el dolor y en el luto. Que Él, el Viviente, sea esperanza para el amado pueblo sirio, víctima de un conflicto que continúa y amenaza con hacernos caer en la resignación e incluso en la indiferencia. En cambio, es hora de renovar el compromiso a favor de una solución política que responda a las justas aspiraciones de libertad, de paz y de justicia, aborde la crisis humanitaria y favorezca el regreso seguro de las personas desplazadas, así como de los que se han refugiado en países vecinos, especialmente en el Líbano y en Jordania.

    La Pascua nos lleva a dirigir la mirada a Oriente Medio, desgarrado por continuas divisiones y tensiones. Que los cristianos de la región no dejen de dar testimonio con paciente perseverancia del Señor resucitado y de la victoria de la vida sobre la muerte. Una mención especial reservo para la gente de Yemen, sobre todo para los niños, exhaustos por el hambre y la guerra. Que la luz de la Pascua ilumine a todos los gobernantes y a los pueblos de Oriente Medio, empezando por los israelíes y palestinos, y los aliente a aliviar tanto sufrimiento y a buscar un futuro de paz y estabilidad.

    Que las armas dejen de ensangrentar a Libia, donde en las últimas semanas personas indefensas vuelven a morir y muchas familias se ven obligadas a abandonar sus hogares. Insto a las partes implicadas a que elijan el diálogo en lugar de la opresión, evitando que se abran de nuevo las heridas provocadas por una década de conflicto e inestabilidad política.

    Que Cristo vivo dé su paz a todo el amado continente africano, lleno todavía de tensiones sociales, conflictos y, a veces, extremismos violentos que dejan inseguridad, destrucción y muerte, especialmente en Burkina Faso, Mali, Níger, Nigeria y Camerún. Pienso también en Sudán, que está atravesando un momento de incertidumbre política y en donde espero que todas las reclamaciones sean escuchadas y todos se esfuercen en hacer que el país consiga la libertad, el desarrollo y el bienestar al que aspira desde hace mucho tiempo.

    Que el Señor resucitado sostenga los esfuerzos realizados por las autoridades civiles y religiosas de Sudán del Sur, apoyados por los frutos del retiro espiritual realizado hace unos días aquí, en el Vaticano. Que se abra una nueva página en la historia del país, en la que todos los actores políticos, sociales y religiosos se comprometan activamente por el bien común y la reconciliación de la nación.

    Que los habitantes de las regiones orientales de Ucrania, que siguen sufriendo el conflicto todavía en curso, encuentren consuelo en esta Pascua. Que el Señor aliente las iniciativas humanitarias y las que buscan conseguir una paz duradera.

    Que la alegría de la Resurrección llene los corazones de todos los que en el continente americano sufren las consecuencias de situaciones políticas y económicas difíciles. Pienso en particular en el pueblo venezolano: en tantas personas carentes de las condiciones mínimas para llevar una vida digna y segura, debido a una crisis que continúa y se agrava. Que el Señor conceda a quienes tienen responsabilidades políticas trabajar para poner fin a las injusticias sociales, a los abusos y a la violencia, y para tomar medidas concretas que permitan sanar las divisiones y dar a la población la ayuda que necesita.

    Que el Señor resucitado ilumine los esfuerzos que se están realizando en Nicaragua para encontrar lo antes posible una solución pacífica y negociada en beneficio de todos los nicaragüenses.

    Que, ante los numerosos sufrimientos de nuestro tiempo, el Señor de la vida no nos encuentre fríos e indiferentes. Que haga de nosotros constructores de puentes, no de muros. Que Él, que nos da su paz, haga cesar el fragor de las armas, tanto en las zonas de guerra como en nuestras ciudades, e impulse a los líderes de las naciones a que trabajen para poner fin a la carrera de armamentos y a la propagación preocupante de las armas, especialmente en los países más avanzados económicamente. Que el Resucitado, que ha abierto de par en par las puertas del sepulcro, abra nuestros corazones a las necesidades de los menesterosos, los indefensos, los pobres, los desempleados, los marginados, los que llaman a nuestra puerta en busca de pan, de un refugio o del reconocimiento de su dignidad.

    Queridos hermanos y hermanas, ¡Cristo vive! Él es la esperanza y la juventud para cada uno de nosotros y para el mundo entero. Dejémonos renovar por Él. ¡Feliz Pascua!

    [00672-ES.01] [Texto original: Italiano]

    Traduzione in lingua portoghese

    Queridos irmãos e irmãs, feliz Páscoa!

    Hoje, a Igreja renova o anúncio dos primeiros discípulos: «Jesus ressuscitou!» E de boca em boca, de coração a coração, ecoa o convite ao louvor: «Aleluia!... Aleluia!» Nesta manhã de Páscoa, juventude perene da Igreja e de toda a humanidade, quero fazer chegar a cada um de vós as palavras iniciais da recente Exortação Apostólica dedicada particularmente aos jovens:

    «Cristo vive: é Ele a nossa esperança e a mais bela juventude deste mundo! Tudo o que toca torna-se jovem, fica novo, enche-se de vida. Por isso as primeiras palavras, que quero dirigir a cada jovem [e a cada] cristão, são estas: Ele vive e quer-te vivo! Está em ti, está contigo e jamais te deixa. Por mais que te possas afastar, junto de ti está o Ressuscitado, que te chama e espera por ti para recomeçar. Quando te sentires envelhecido pela tristeza, os rancores, os medos, as dúvidas ou os fracassos, Jesus estará a teu lado para te devolver a força e a esperança» ( Chistus vivit , 1-2).

    Queridos irmãos e irmãs, esta mensagem é dirigida ao mesmo tempo a todas as pessoas e ao mundo inteiro. A Ressurreição de Cristo é princípio de vida nova para todo o homem e toda a mulher, porque a verdadeira renovação parte sempre do coração, da consciência. Mas a Páscoa é também o início do mundo novo, libertado da escravidão do pecado e da morte: o mundo finalmente aberto ao Reino de Deus, Reino de amor, paz e fraternidade.

    Cristo vive e permanece connosco. Mostra a luz do seu rosto de Ressuscitado e não abandona os que estão na provação, no sofrimento e no luto. Que Ele, o Vivente, seja esperança para o amado povo sírio, vítima dum conflito sem fim que corre o risco de nos encontrar cada vez mais resignados e até indiferentes. Ao contrário, é hora de renovar os esforços por uma solução política que dê resposta às justas aspirações de liberdade, paz e justiça, enfrente a crise humanitária e favoreça o retorno em segurança dos deslocados, bem como daqueles que se refugiaram nos países vizinhos, especialmente no Líbano e Jordânia.

    A Páscoa leva-nos a deter o olhar no Médio Oriente, dilacerado por divisões e tensões contínuas. Os cristãos da região não deixem de testemunhar, com paciente perseverança, o Senhor ressuscitado e a vitória da vida sobre a morte. O meu pensamento dirige-se de modo particular para o povo do Iémen, especialmente para as crianças definhando pela fome e a guerra. A luz pascal ilumine todos os governantes e os povos do Médio Oriente, a começar pelos israelitas e os palestinenses, e os instigue a aliviar tantas aflições e a buscar um futuro de paz e estabilidade.

    Que as armas cessem de ensanguentar a Líbia, onde, nas últimas semanas, começaram a morrer pessoas indefesas, e muitas famílias se viram forçadas a deixar as suas casas. Exorto as partes interessadas a optar pelo diálogo em vez da opressão, evitando que se reabram as feridas duma década de conflitos e instabilidade política.

    Cristo Vivente conceda a sua paz a todo o amado continente africano, ainda cheio de tensões sociais, conflitos e, por vezes, extremismos violentos que deixam atrás de si insegurança, destruição e morte, especialmente no Burkina Faso, Mali, Níger, Nigéria e Camarões. Penso ainda no Sudão, que está a atravessar um período de incerteza política e onde espero que todas as instâncias possam ter voz e cada um se esforce por permitir ao país encontrar a liberdade, o desenvolvimento e o bem-estar, a que há muito aspira.

    O Senhor ressuscitado acompanhe os esforços feitos pelas autoridades civis e religiosas do Sudão do Sul, sustentados pelos frutos do retiro espiritual que, há poucos dias, se realizou aqui no Vaticano. Que se abra uma nova página da história do país, na qual todos os componentes políticos, sociais e religiosos se empenhem ativamente em prol do bem comum e da reconciliação da nação.

    Nesta Páscoa, encontre conforto a população das regiões orientais da Ucrânia, que continua a sofrer com o conflito ainda em curso. O Senhor encoraje as iniciativas humanitárias e as iniciativas destinadas a buscar uma paz duradoura.

    Que a alegria da Ressurreição encha os corações de quem sofre as consequências de difíceis situações políticas e económicas, no continente americano. Penso de modo particular no povo venezuelano: em tanta gente sem as condições mínimas para levar uma vida digna e segura, por causa duma crise que perdura e se agrava. O Senhor conceda, a quantos têm responsabilidades políticas, trabalhar para pôr fim às injustiças sociais, abusos e violências e realizar passos concretos que permitam sanar as divisões e oferecer à população a ajuda de que necessita.

    O Senhor ressuscitado oriente com a sua luz os esforços que estão a ser feitos na Nicarágua para se encontrar, o mais rápido possível, uma solução pacífica e negociada em benefício de todos os nicaraguenses.

    Perante os inúmeros sofrimentos do nosso tempo, o Senhor da vida não nos encontre frios e indiferentes. Faça de nós construtores de pontes, não de muros. Ele, que nos dá a paz, faça cessar o fragor das armas, tanto nos contextos de guerra como nas nossas cidades, e inspire os líderes das nações a trabalhar para acabar com a corrida aos armamentos e com a difusão preocupante das armas, de modo especial nos países mais avançados economicamente. O Ressuscitado, que escancarou as portas do sepulcro, abra os nossos corações às necessidades dos indigentes, indefesos, pobres, desempregados, marginalizados, de quem bate à nossa porta à procura de pão, dum abrigo e do reconhecimento da sua dignidade.

    Queridos irmãos e irmãs, Cristo vive! Ele é esperança e juventude para cada um de nós e para o mundo inteiro. Deixemo-nos renovar por Ele! Feliz Páscoa!

    [00672-PO.01] [Texto original: Italiano]

    Traduzione in lingua polacca

    Drodzy bracia i siostry, dobrych Świąt Paschalnych!

    Dzisiaj Kościół ponawia przepowiadanie pierwszych uczniów: „Jezus zmartwychwstał!” I z ust do ust, z serca do serca rozbrzmiewa zachęta do uwielbienia: „Alleluja!... Alleluja!”. W ten poranek wielkanocny będący odwieczną młodością Kościoła i całej ludzkości, pragnę przekazać każdemu z was pierwsze słowa niedawnej adhortacji apostolskiej poświęconej w szczególności młodzieży:

    „Chrystus żyje. On jest naszą nadzieją, jest najpiękniejszą młodością tego świata. Wszystko, czego dotknie, staje się młode, staje się nowe, napełnia się życiem. Tak więc pierwsze słowa, które pragnę skierować do każdego z młodych chrześcijan, brzmią: On żyje i chce, abyś żył! On jest w tobie, jest z tobą i nigdy cię nie opuszcza. Niezależnie od tego, jak bardzo byś się oddalił, Zmartwychwstały jest obok ciebie, wzywa cię i czeka na ciebie, abyś zaczął od nowa. Kiedy czujesz się stary z powodu smutku, urazów, lęków, wątpliwości lub porażek, On będzie przy tobie, aby na nowo dać ci siłę i nadzieję” ( Christus vivit , 1-2).

    Drodzy bracia i siostry, to orędzie jest skierowane zarówno do każdej osoby, jak i do świata. Zmartwychwstanie Chrystusa jest początkiem nowego życia dla każdego mężczyzny i każdej kobiety, ponieważ prawdziwa odnowa zawsze zaczyna się od serca, od sumienia. Ale Wielkanoc jest także początkiem nowego świata, wyzwolonego z niewoli grzechu i śmierci: świata ostatecznie otwartego na królestwo Boże, królestwo miłości, pokoju i braterstwa.

    Chrystus żyje i trwa z nami. Ukazuje On światło swojego oblicza Zmartwychwstałego i nie opuszcza tych, którzy przeżywają trudne doświadczenia, cierpienie i żałobę. Niech On, Żyjący, będzie nadzieją dla umiłowanego narodu syryjskiego, ofiary przeciągającego się konfliktu, grożącego nam, że będziemy coraz bardziej zrezygnowani, a nawet obojętni. Nadeszła natomiast chwila, by ponowić starania o rozwiązanie polityczne, które odpowiadałoby słusznym dążeniom do wolności, pokoju i sprawiedliwości, które zmierzyłoby się z kryzysem humanitarnym i sprzyjało bezpiecznemu powrotowi osób wysiedlonych, a także tych, które schroniły się w krajach sąsiadujących, zwłaszcza w Libanie i w Jordanii.

    Wielkanoc prowadzi nas do skierowania spojrzenia na Bliski Wschód, rozdarty nieustannymi podziałami i napięciami. Niech chrześcijanie w tym regionie nie przestają być z cierpliwą wytrwałością świadkami zmartwychwstałego Pana i zwycięstwa życia nad śmiercią. Szczególną myśl kieruję do mieszkańców Jemenu, a zwłaszcza do dzieci, wyczerpanych głodem i wojną. Niech światło wielkanocne oświeci wszystkich rządzących oraz narody Bliskiego Wschodu, począwszy od Izraelczyków i Palestyńczyków, i pobudzi ich do ulżenia wielu cierpieniom oraz dążenia ku przyszłości pokoju i stabilności.

    Niech broń przestanie zraszać krwią Libię, gdzie w minionych tygodniach ponownie umierają bezbronne osoby, a wiele rodzin jest zmuszonych do opuszczenia swoich domów. Zachęcam zaangażowane strony, by wybrały dialog, a nie prześladowanie, unikając ponownego otwarcia ran dekady konfliktów i niestabilności politycznej.

    Niech żyjący Chrystus obdarza swoim pokojem cały umiłowany kontynent afrykański, w którym wciąż powszechne są napięcia społeczne, konflikty a niekiedy brutalne ekstremizmy, pozostawiające niepewność, zniszczenie i śmierć, zwłaszcza w Burkina Faso, Mali, Nigrze, Nigerii i Kamerunie. Moje myśli biegną także ku Sudanowi, który przeżywa niepewną sytuację polityczną. Życzę, aby wszystkie zaangażowane strony mogły tam się wypowiedzieć, a każda podjęła starania, by kraj mógł odnaleźć wolność, rozwój i dobrobyt, do którego dąży od dawna.

    Niech Zmartwychwstały Pan prowadzi wysiłki władz cywilnych i religijnych Sudanu Południowego, wsparte owocami rekolekcji, które odbyły się kilka dni temu w Watykanie. Niech w historii kraju otworzy się nowa karta, w której wszystkie siły polityczne, społeczne i religijne aktywnie zaangażują się na rzecz dobra wspólnego i pojednania narodu.

    Niech w tę Wielkanoc znajdą pocieszenie mieszkańcy wschodnich regionów Ukrainy, którzy nadal cierpią z powodu ciągle trwającego konfliktu. Niech Pan zachęca do inicjatyw humanitarnych i mających na celu osiągnięcie trwałego pokoju.

    Niech radość Zmartwychwstania napełni serca osób na kontynencie amerykańskim, cierpiących z powodu następstw trudnej sytuacji politycznej i gospodarczej. Myślę szczególnie o narodzie wenezuelskim: o wielu ludziach pozbawionych, z powodu kryzysu, który trwa i się pogłębia, minimalnych warunków niezbędnych do godnego i bezpiecznego życia. Niech Pan da tym, którzy niosą odpowiedzialność polityczną, by starali się o położenie kresu niesprawiedliwościom społecznym, nadużyciom i przemocy oraz by podjęli konkretne kroki umożliwiające usunięcie podziałów i zaoferowanie mieszkańcom potrzebnej pomocy.

    Niech Zmartwychwstały Pan oświeci wysiłki podejmowane w Nikaragui, aby jak najszybciej znaleźć pokojowe i wynegocjowane porozumienia z korzyścią dla wszystkich Nikaraguańczyków.

    Niech w obliczu wielu cierpień naszych czasów Pan życia nie zastanie nas zimnych i obojętnych. Niech nas uczyni budowniczymi mostów, a nie murów. Niech On, który obdarza nas swoim pokojem, powstrzyma szczęk broni, zarówno w sytuacjach wojny, jak i w naszych miastach, i natchnie przywódców narodów do pracy na rzecz zakończenia wyścigu zbrojeń i niepokojącego rozprzestrzeniania broni, zwłaszcza w krajach najbardziej zaawansowanych gospodarczo. Niech Zmartwychwstały, który otworzył na oścież bramy grobu, otwiera nasze serca na potrzeby cierpiących biedę, bezbronnych, ubogich, bezrobotnych, usuniętych na margines, osób pukających do naszych drzwi w poszukiwaniu chleba, schronienia i uznania swej godności.

    Drodzy bracia i siostry, Chrystus żyje! On jest nadzieją i młodością dla każdego z nas i dla całego świata. Pozwólmy się odnowić przez Niego! Dobrych Świąt Paschalnych!

    [00672-PL.01] [Testo originale: Italiano]

     

     

    Augurio Pasquale

    Cari fratelli e sorelle,

    ho appreso con tristezza e dolore la notizia dei gravi attentati che, proprio oggi, giorno di Pasqua, hanno portato lutto e dolore in alcune chiese e altri luoghi di ritrovo dello Sri Lanka. Desidero manifestare la mia affettuosa vicinanza alla comunità cristiana, colpita mentre era raccolta in preghiera, e a tutte le vittime di così crudele violenza. Affido al Signore quanti sono tragicamente scomparsi e prego per i feriti e tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento.

    [Il Santo Padre ha osservato un momento di silenzio e preghiera]

    Rinnovo i miei auguri di Buona Pasqua a tutti voi, provenienti dall’Italia e da diversi Paesi, come anche a coloro che sono uniti a noi mediante la televisione, la radio e gli altri mezzi di comunicazione. A questo proposito, mi piace ricordare che settant’anni fa, proprio nella Pasqua del 1949, un Papa parlava per la prima volta in televisione. Il Venerabile Pio XII si rivolgeva ai telespettatori della TV francese, sottolineando come gli sguardi del Successore di Pietro e dei fedeli potevano incontrarsi anche attraverso un nuovo mezzo di comunicazione. Questa ricorrenza mi offre l’occasione per incoraggiare le comunità cristiane ad utilizzare tutti gli strumenti che la tecnica mette a disposizione per annunciare la buona notizia di Cristo risorto, per comunicarci, non solo per contattarsi.

    Illuminati dalla luce della Pasqua, portiamo il profumo di Cristo Risorto nella solitudine, nella miseria, nel dolore di tanti nostri fratelli, ribaltando la pietra dell’indifferenza. In questa Piazza, la gioia della Risurrezione è simboleggiata dai fiori, che anche quest’anno provengono dai Paesi Bassi, mentre quelli nella Basilica di San Pietro sono della Slovenia. Un grande speciale grazie ai donatori di questi splendidi omaggi floreali!

    E non dimenticatevi, di pregare per me. Buon pranzo pasquale e arrivederci!

    [00673-IT.03] [Testo originale: Italiano]

    [B0332-XX.03]